
Anno: 2024
Etichetta: Century Media
Voto: 7/10
Torna l’ormai storica formazione progressive pagan/black metal norvegese guidata da Øystein G. Brun che vede o ha visto al suo interno diversi membri di rilievo della scena black metal norvegese come Garm (Ulver) ma anche I.C.S Vortex (ex-Dimmu Borgir, Arcturus), quest’ultimo tutt’ora in pianta stabile nel gruppo e che in questo disco come accaduto nel precedente True North del 2019 si trova a sostituire un personaggio di spessore come Vintersorg nelle parti in growl, lo stesso Vintersorg che lasciò la band ormai qualche anno fa.
Giunti al loro dodicesimo album in studio ormai la creatura di Brun troviamo che vada un pochino con il pilota automatico a livello di sonorità e difatti è dai tempi di Universal del 2010 che la band è rimasta ben focalizzata su una precisa soluzione sonora fatta sempre con qualità ma che non ha vissuto particolari mutazioni rilevanti disco per disco raggiungendo il culmine della sua ispirazione per chi scrive con il disco Urd del 2013, senz’altro il loro capolavoro moderno. Eppure se pensiamo a quanto la band abbia sperimentato e sia cambiata nei loro primi anni di carriera passando dal feroce debutto in pieno stile black metal che prendeva il nome della band stessa, passando ad album più raffinati e progressivi come Ad Universum ed Empiricism nello spazio di pochissimi anni, non possiamo che stupirci un pochino d’innanzi a questa leggera staticità compositiva che vede comunque la band tirare fuori volta dopo volta dischi di qualità e ben fatti come quest’ultimo Fall, un glaciale viaggio nelle terre nordiche che si dipanano davanti a noi già dalla meravigliosa copertina ad opera di Eliran Cantor e dal primo pezzo Summit, una grande highlight di questo platter che ci investe con una sferzata di brezza gelida e con un Vortex sugli scudi con il suo growl acido e la sua voce pulita, regale e maestosa. Un pezzo evocativo e meraviglioso che trova il suo perfetto equilibrio nell’alternanza degli elementi più grezzi e primordiali con quelli più sofisticati e grandiosi. Nordic Anthem è uno dei pezzi più atipici del disco con le sue atmosfere tribali ed evocative- quì siamo lontani dal solito progressive black metal della band ma ci si addentra in un territorio musicale più semplicistico, quasi un inno nordico della foresta sorretto ancora una volta dalle magnifiche parti vocali totalmente in clean di Vortex– Da segnalare la parte centrale dell’album con gli oltre otto minuti di Stars Ablaze che vede un bellissimo stacco dal sapore folk nel bel mezzo del pezzo prima che una cascata di blast-beat violentissimi annichiliscano l’ascoltatore per un pezzo che rappresenta in tutto e per tutto il viaggio che l’ascoltatore intraprenderà in questo Fall. Unravelling è un’altra highlight del disco con la sua intro sorretta dalle tastiere che dona un sapore progressivo e sofisticato all’inizio del brano, mentre quel brusco “start & stop” che funge da ritornello è davvero d’effetto con le vocals pulite e lo scream che si alternano in maniera sublime. The Wild Lingers è un pezzo che si appoggia quasi totalmente sul lato folk e acustico della band accompagnato da dei pregevoli assoli di chitarra, melodici e di gusto, per un pezzo delicato e che spezza un pochino il tipico trademark sound della band. Si chiude con Northward un altro epico brano da quasi dieci minuti di durata che è ad oggi probabilmente il pezzo più lungo mai scritto dalla formazione norvegese e che incorpora in esso la ruvidezza del black metal e l’epicità progressiva che è ormai consona alla band, condita con degli assoli di chitarra caldi e melodici.
Fall è insomma un buon ritorno per i Borknagar che non stravolgono il loro sound ma che anzi continuano a varcare gli stessi territori sonori dei precedenti album e lo fanno con un disco sicuramente buono ma che per chi scrive latita dei momenti migliori di un lavoro come True North (mi riferisco a pezzi come Up North e Thunderous). La produzione e il mixaggio brillano come sempre e brilla particolarmente la voce di I.C.S Vortex, vocalist regale e straordinario come pochi, in grado di offrirci magia ed emozioni in ogni disco su cui appare. In complesso quindi non uno dei migliori dischi dei Borknagar ma un lavoro assolutamente da ascoltare per chi ama il genere, per una band imprescindibile dell’ambito di questa determinata corrente musicale.
Tracklist:
1. Summits
2. Nordic Anthem
3. Afar
4. Moon
5. Stars Ablaze
6. Unraveling
7. The Wild Lingers
8. Northward
Line-up:
I.C.S Vortex – Voce e basso
Lars A. Nedland – Voce e Tastiera
Øystein G. Brun – Chitarra
Jostein Thomassen – Chitarra
Bjorn Dugstan Ronnow – Batteria e Percussioni
