Sono tornati in Italia pochi mesi dopo l’apparizione al Knotfest Italy di qualche mese fa i Lorna Shore, band statunitense dedita ad un deathcore violentissimo a tinte sinfoniche che da quasi due anni sta spopolando nel mondo nella musica metal. Un’ascesa irrefrenabile è stata quella del five-piece statunitense che ad oggi rappresenta senza ombra di dubbio una delle band nel panorama metal estremo più famose al mondo. Milano d’altro canto non è rimasta a guardare e venerdì sera l’Alcatraz di Milano lo abbiamo trovato gremitissimo e vicino al sold out con quasi tremila biglietti venduti per una serata che ha visto esibirsi come band di supporto anche Rivers Of Nihil , Ingested e Distant.
Giunti alle venti e dieci al locale già gremitissimo purtroppo non siamo riusciti a seguire le prime due band di apertura ma eravamo comunque pronti e carichi per goderci i Rivers Of Nihil, band statunitense dedita ad un technical death metal a tinte progressive che chi scrive conosce e segue sin dai tempi dell’acclamatissimo disco del 2018 Where Owls Know My Name. Il gruppo ci ha offerto una setlist breve ma ben suddivisa tra i loro lavori, privilegiando il loro masterpiece del 2018 da cui hanno estratto The Silent Life e la elaborata e progressiva title-track. Non sono mancati i due pezzi nuovi Hellbirds e Sub- Orbital Blues oltre che un estratto dal loro recente album The Work e dal più datato Monarchy. La band ha offerto ai presenti un sound granitico e tecnico allo stesso tempo, per una resa sonora complessiva ottima e per un circa quarantacinque minuti di musica.
Il piatto forte tuttavia arriverà presto e gli statunitensi Lorna Shore si sono presentati sul palco dell’Alcatraz con il loro solito telone nero con il loro logo impresso su di esso, un articolato gioco di luci oltre che un buon uso di fuochi d’artificio e fumo. Purtroppo erano assenti le fiammate (probabilmente per motivi di sicurezza o di norme varie che ne impedivano l’utilizzo su quel dato palco) viste in altri loro show di questo tour, ma questo non ha certo tolto nulla in uno spettacolo in cui la band ha offerto tutta la loro carica ed energia nell’eseguire pezzi violentissimi, incredibilmente tecnici ma allo stesso tempo solenni e spesso emozionali. Welcome Back O’ Sleeping Dreamer ha aperto la serata col il suo sound così vicino al symphonic black metal, mentre pezzi come Into The Earth si sono distinti per i breakdown devastanti ed un frontman, Will Ramos, davvero versatile e da una potenza vocale incredibile – l’uomo che senza dubbio ha fatto fare il salto di qualità definitivo alla band che difatti si è concentrata principalmente sul materiale recente con Will alla voce, ossia l’album Pain Remains e l’Ep …And I Return To Nothingness – Unico pezzo proposto nella serata del periodo precedente a quello di Will Ramos è stata Immortal (title-track del disco omonimo del 2020), mentre per il resto la band ha spaziato tra i suoi singoli di maggior successo come Cursed To Die, Into The Earth, l’epica e solenne Sun//Eater e la devastante To The Hellfire, pezzo che un paio di anni fa ha fatto letteralmente esplodere la popolarità della suddetta band deathcore. In tutta la brutalità della loro musica hanno spiccato senza dubbio i virtuosissimi assoli di chitarra di Adam De Micco davvero un chitarrista straordinario, mentre ovviamente le parti sinfoniche e orchestrali sono state campionate (la band infatti non ha un vero e proprio tastierista di ruolo), Il pubblico è rimasto totalmente in estasi e nelle mani di Will Ramos per tutta la durata dello show mentre voci di corridoio appena il giorno dopo il concerto hanno rivelato che a quanto pare i Lorna Shore hanno battuto venerdì sera il precedente record di crowdsurfers all’Alcatraz di Milano appartenuto fino a poco tempo prima agli Architescts. Il concerto si è chiuso alla grandissima con la straziante, disperata ed incredibilmente emozionante Pain Remains, title-track del loro ultimo album che altro non è che una suite divisa in tre parti per circa venti minuti totali di durata. Un brano straordinario ed emozionante, la summa del talento di questi ragazzi e per chi scrive uno dei pezzi metal più belli usciti negli ultimi anni, non solo nell’ambito del metal estremo.
In conclusione la suddetta è stata una grande serata di Musica all’Alcatraz di Milano che dopo il sold out dei Polyphia di qualche mese fa, il successo del concerto degli Spiritbox di giugno e la straordinaria risposta di pubblico di venerdì sera, ci mostra che i nuovi e talentuosi astri nascenti del genere stanno sempre di più facendo breccia nel cuore anche dei metalheads italiani (specialmente tra le nuove generazioni), spesso accusati di sentire solamente i “soliti nomi”. In tutto questo i Lorna Shore sono diventati e sicuramente continueranno ad essere un punto di riferimento per metal estremo negli anni a venire!
Setlist :
1. Welcome Back O’ Sleeping Dreamer
2. Of The Abyss
3. … And I Return To Nothingness
4. Sun//Eater
5. Cursed To Die
5. Immortal
7. Into The Earth
8. To The Hellfire
Encore:
9. Pain Remains I : Dancing Like Flames
10. Pain Remains II: After All That I’ve Done, I’ll Dissapear
11. Pain Remains III: In A Sea Of Fire

