In principio è stato Scandalo in copertina, un libro pubblicato nel 2024 da Arcana, che si snoda tra “censura, musica e immagini dagli anni Sessanta al nuovo millennio”, come recita il sottotitolo. “Scandalo in copertina è la mia opera prima, nella quale propongo al lettore storie, aneddoti e curiosità su cover di album musicali che, per una ragione o per l’altra, sono state proibite o emendate (o avrebbero potuto esserlo)”.
Così racconta Niccolò Pala, laureato in Archeologia e in Storia dell’Arte presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con due tesi dedicate all’heavy metal. E aggiunge: “Se nel mio primo volume dedicato all’argomento i nomi trattati appartengono all’universo pop e rock (Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd, Bruce Springsteen e Nirvana, solo per citarne alcuni) e al metal più mainstream (Black Sabbath, Iron Maiden, Metallica e Pantera, tra gli altri), Pesante scandalo in copertina continua il discorso andando a pescare nel torbido, esplorando la censura visiva legata ai generi più estremi e di nicchia: punk, hardcore e, naturalmente, i sottogeneri più oscuri del metal. Il tutto è affrontato in modo ironico e scherzoso, a rimarcare come spesso la censura sia soltanto una forma di perbenismo bigotto”.
Edito ancora da Arcana, il nuovo libro, in continuità con il suo predecessore, prosegue nell’analisi approfondita delle copertine di dischi che sono state emendate o proibite dalla censura, focalizzandosi questa volta su generi ben più estremi. “L’idea di questo volume nasce dal suggerimento di un amico scrittore, Nicola Lucchi, che mi ha proposto di trasformare la mia tesi di laurea sulle copertine metal in un formato più “pop”, concentrandomi sulla censura delle illustrazioni degli album. Per la prima bozza ci è voluto un mesetto, seguito da qualche altra settimana di revisione”.
Pesante scandalo in copertina spazia dall’oscenità dei Dead Kennedys alla violenza dei Cannibal Corpse, la band death metal di maggior successo commerciale al mondo. E ancora, dall’irriverenza dei Black Flag, il cui nome e logo richiamano la bandiera nera, da sempre uno dei simboli del pensiero anarchico, alle profanazioni dei Christian Death, la risposta statunitense al dark punk britannico. Senza dimenticare il cinismo dei Mayhem, tra i gruppi più rappresentativi del black metal; la volgarità dei Poison Idea, divenuti in poco tempo una vera e propria band di culto; e la putrescenza dei Carcass, tra i padri fondatori del grindcore nonché pionieri del death metal melodico.
C’è di tutto e di più nel volume scritto da Pala, che insegna Storia dell’Arte nelle scuole superiori e maneggia con competenza la materia di cui tratta, anche grazie alla meticolosa ricerca che ha condotto. “La parte più corposa del lavoro l’ho dovuta fare soprattutto per gli album pop e affini, leggendo decine di articoli in italiano e in inglese per raccogliere le informazioni necessarie e poi aggiungerci del mio”.
Uno studio che lo ha portato a conoscere una mole sterminata delle più scabrose e controverse illustrazioni di dischi, dal punk al metal estremo, come recita il sottotitolo del libro. “In realtà nessuna mi ha disturbato o fatto particolare effetto. Ciò detto, ce ne sono alcune che mi hanno colpito per l’originalità o la qualità della realizzazione. Se dovessi stilare un podio, metterei al terzo posto Permanent Waves dei Rush, per ragioni affettive; al secondo See Jungle! See Jungle! Go Join Your Gang Yeah, City All Over! Go Ape Crazy! dei Bow Wow Wow, perché ricrea il celebre dipinto impressionista La colazione sull’erba, e al primo Australia the Lucky Cunt dei TISM, perché l’idea alla base della copertina è assolutamente geniale”.
A questo punto chiediamo all’autore se, insegnando Storia dell’Arte, ritenga corretto considerare queste illustrazioni delle vere e proprie opere d’arte. La risposta non si fa attendere: “Diciamo che dipende da vari fattori, il primo dei quali è chiaramente la qualità. Oltre a questa, però, credo sia importante capire se la copertina possa esistere come prodotto visuale a sé stante oppure se abbia la sua ragion d’essere soltanto come “complemento” di un album musicale. Inoltre, è capitato più volte che artisti “istituzionali” abbiano realizzato queste immagini, come H.R. Giger per Brain Salad Surgery degli Emerson, Lake & Palmer o Rene Miville per Human, Individual Thought Patterns e Symbolic dei Death. Miville unisce la pittura espressionista, in stile Pollock, alla fotografia”.
Autore: Niccolò Pala
Anno: 2025
Editore: Arcana
Pagine: 224
Prezzo: 16,50 €
