Musica & Fantascienza – Universi musicali, letterari e cinematografici

Autore: Maurizio Galli
Anno: 2024
Editore: Vololibero
Pagine: 496
Prezzo: 30,00 €

Un cammino affascinante e curioso che rileva l’inscindibile legame tra fantascienza e musica (due linguaggi che parlano la stessa lingua dell’immaginazione) di artisti e compositori di ogni genere musicale. Abile nell’ampliare i confini della fantasia umana – dalle visioni futuriste dello scrittore britannico H.G. Wells agli imperi galattici dell’autore, biochimico e divulgatore scientifico statunitense Isaac Asimov – il cinema ha reso quasi tangibili le più incredibili invenzioni creative.

Ciò nonostante, è stata la musica a fornire le affascinanti colonne sonore che hanno amplificato l’impatto emotivo dei racconti futuristici sul grande schermo: da Star Wars (1977) a Blade Runner (1982), da 2001: Odissea nello spazio (1968) a Dune (1984). Queste – e tante altre storie (alcune reali, altre sorprendenti) legate a molti, grandi artisti (tra cui emergono i nomi di Jimi Hendrix, David Bowie, Beatles, Duke Ellington, Queen, Pink Floyd, Jefferson Airplane, Ornette Coleman, Devo, Radiohead, Sun Ra e i nostri Franco Battiato e Lucio Dalla) sono raccolti nel saggio Musica e Fantascienza: Universi musicali, letterari e cinematografici, scritto da Maurizio Galli (il volume è disponibile anche in formato elettronico).

L’’idea di questo libro – dietro il quale c’è un lavoro considerevole che viene da anni a raccogliere ricerche, leggere saggi e romanzi, ascoltare una vasta gamma di generi musicali, da quelli classici a quelli più sperimentali – nasce da una lunga riflessione sul potere evocativo della musica nella narrativa di fantascienza”, ammette l’autore (milanese, classe 1969). Spiegando poi: “Ho sempre trovato affascinante come le sonorità possano amplificare l’immaginazione e trasportare il pubblico in mondi lontani. Ho notato che molti dei miei autori preferiti, come ad esempio Philip K. Dick, utilizzavano la musica come strumento per esplorare temi complessi, come l’identità, la tecnologia e la connessione umana”.

Parliamo di un volume corposo e approfondito, ma con capitoli molto “snelli”, anche di pochissime pagine. “È una scelta voluta – interviene Galli –, ho inteso infatti strutturare il libro in modo che ogni capitolo possa essere facilmente fruibile e stimolante, anche se breve. Questo approccio secondo me consente ai lettori di immergersi rapidamente in un argomento specifico, esplorando concetti e connessioni senza sentirsi sopraffatti. Ogni sezione è pensata per essere un piccolo viaggio, un momento di riflessione che può essere letto in qualsiasi momento della giornata”.

La materia affrontata nel saggio – che custodisce due interventi di Guido Michelone e Luca Servini – è piuttosto vasta. “Certo – prosegue l’autore (che ha fondato il portale Musicalmind) –, l’idea di combinare musica, film e letteratura è stata una sfida affascinante. Ho cercato di individuare opere e artisti che mostrassero relazioni significative e ricorrenti, ma anche quelli che offrivano prospettive nuove e inaspettate”. Una selezione, però, che non è mai definitiva. “Sono conscio che ci sono innumerevoli opere e connessioni che avrei potuto includere. Motivo per cui ritengo il volume come un invito al lettore a esplorare ulteriormente e a scoprire le proprie combinazioni tra musica e fantascienza”.

Un libro “rivelatore” per lo stesso Galli (“ho appreso, ad esempio, che molti pionieri dell’elettronica si sono ispirati a racconti fantascientifici quasi dimenticati, usando sintetizzatori costruiti a mano per riprodurre i suoni immaginati di mondi alieni o di intelligenze artificiali assai prima che questi concetti divenissero parte dell’immaginario collettivo”), che qui non si è limitato a ripercorrere i classici. “Anzi, mi sono divertito ad analizzare come i temi fantascientifici influenzano la musica attuale, specialmente in merito ai generi che si sovrappongono alla fantascienza, come il cyberpunk, che unisce estetica distopica e innovazioni tecnologiche con una critica sociale”. Proprio nel contesto cyberpunk, “opere come la colonna sonora di Blade Runner di Vangelis e il romanzo Neuromante di William Gibson influenzano profondamente la musica, ispirando album e tracce che si rifanno a queste atmosfere”.

C’è poco da aggiungere: il binomio tra musica e fantascienza è – e resterà sempre – affascinante e irresistibile . “La ragione? Direi che è semplice: entrambe queste forme d’arte condividono un potere unico di esplorare l’ignoto e di trasportarci oltre i confini della realtà. La musica ha la capacità di evocare emozioni e atmosfere in modi che le parole a volte non possono, mentre la fantascienza ci invita a immaginare futuri alternativi e mondi inesplorati. Insieme, creano un terreno fertile per riflessioni profonde su temi come l’identità, la tecnologia e l’umanità stessa”, conclude Galli.

Lascia un commento