
Autore: Davide Miotto
Anno: 2023
Editore: Self Publishing
Pagine: 160
Prezzo: 13,42 €
C’era anche lui (e come poteva essere altrimenti) tra i 35mila fan che lo scorso 15 luglio, all’interno dell’Ippodromo Snai San Siro, hanno assistito al ritorno in Italia degli Iron Maiden. Il gruppo è stato headliner di The Return of the Gods Festival Milano nell’unica data nazionale di The Future Past Tour, anticipato sul palco da The Raven Age, Blind Channel, Epica e Stratovarius. “Lui” è Davide Miotto – “ad oggi è un fan più sfegatato che mai della band inglese, ed è fondatore della Maiden Italia, la community italiana più numerosa presente sui social network”, riporta la sua bio – e firma il volume Iron Maiden, i miei compagni di viaggio (160 pagine, 13.42 euro) – uno scritto appassionante e appassionato in cui l’autore ripercorre quattro decadi al seguito, letteralmente, della “vergine di ferro” (formatasi a Londra nel 1975) che ha accompagnato la quasi totalità della sua esistenza.
Dall’adolescenza felice ai primi doveri, dalle nozze alla paternità, dalla separazione a un nuovo percorso (tutto in salita, ma sempre col sorriso) da intraprendere. Scoprire da giovanissimo un gruppo metal che ha fatto la storia del genere (i Maiden, che hanno all’attivo 17 album in studio dal 1980 al 2021, fanno parte della New Wave of British Heavy Metal, corrente al cui sviluppo hanno contribuito in modo decisivo), per poi innamorarsene perdutamente e, infine, “sposarlo” (lui sì, per sempre) come colonna sonora di un’intera vita? Fatto!
Già, perché sfogliando queste pagine il lettore potrà viaggiare con Miotto (torinese, classe 1971) dai mitici anni Ottanta – decade durante cui la band ha pubblicato sette dischi niente male: Iron Maiden (1980), Killers (1981), The Number of the Beast (1982), Piece of Mind (1983), Powerslave (1984), Somewhere in Time (1986), Seventh Son of a Seventh Son (1988) – fino ai giorni nostri, lungo un tragitto caratterizzato da forti emozioni che, ancora oggi, Bruce Dickinson, Dave Murray, Adrian Smith, Janick Gers, Steve Harris, Nicko McBrain elargiscono a piene mani tanto in studio quanto dal vivo (con l’inseparabile mascotte Eddie, creata da Derek Riggs, al loro fianco).
Un libro, questo, la cui idea vagava nella mente di Miotto già da alcuni anni. “Intendevo condividere le esperienze, i ricordi e la passione verso il gruppo. L’obiettivo è che, leggendo il volume, si accenda in ogni fan la lampadina della propria memoria e delle proprie esperienze”. Evidenziando poi che, per approdare a questa pubblicazione, “ho avuto il pieno supporto di Antonio Biggio (fan, amico ma soprattutto scrittore) il quale a tutti gli effetti è l’editor dello stesso. Da ottobre 2022 e fino allo scorso marzo abbiamo lavorato insieme sulle correzioni, sull’impaginazione e sulla creazione della copertina” – dunque, dalla prima stesura con carta e penna alla pubblicazione sono trascorsi circa sei mesi – Miotto spiega, con non poca fierezza (e ne ha piena ragione), che “il libro è autoprodotto in self publishing senza l’appoggio di una casa editrice”.
Non per questo (anzi) l’esito finale è al di sotto delle aspettative. “Sinceramente non pensavo che questo libro, dedicato ai fan, ricevesse così tanti commenti positivi. Le vendite su Amazon stanno procedendo al di là di ogni previsione. Ho ricevuto numerose richieste di spedire il volume con una dedica e questo mi ha inorgoglito. Da parte mia ho cercato di descrivere al meglio il mio lungo viaggio fatto di concerti indimenticabili, incontri con i componenti della band e sofferte (ma conquistate) prime file. Sono soddisfatto!”. Il risultato? Un libro che trasuda di passione genuina (“non è una biografia del gruppo, ma il diario di un fan“).
Un sentimento, quella nutrito verso Dickinson e compagni, nato a metà degli anni Ottanta. “Nel 1985 grazie ad un mio compagno di classe. Ha cominciato a prestarmi alcune cassette di Deep Purple e AC/DC e successivamente mi ha dato per la prima volta una cassetta dei Maiden, quella dell’album Killers. Nonostante a livello musicale li avessi trovati troppo heavy, mi innamorai della copertina così sinistra ma così accattivante. Da lì a breve ho cominciato ad acquistare ogni singolo album della band e in questo modo ha preso il via il mio amore per loro. Una passione che non si è mai arrestata o affievolita”.
Nel corso degli anni Miotto ha anche avuto modo di avvicinare il gruppo: “Grazie a tanti sacrifici e molta testardaggine ho avuto alcune opportunità di vivere dei bei momenti riguardo al mio amore per i Maiden. L’episodio a cui sono più legato rimane il mio primo incontro con Steve Harris avvenuto a Torino nel 1993, dopo una partita di pallone tra membri dello staff della band e membri della sicurezza. Nonostante la giornata piovosa ho avuto la pazienza di aspettare il suo arrivo allo stadio e di realizzare il sogno di incontrarlo di persona”.
Quindi l’autore – che nella vita ha suonato il basso da autodidatta per alcuni anni in una formazione locale, per dare poi spazio al suo più grande amore (indovinate quale?) – illustra: “Leggendo i testi dei Maiden ho potuto affrontare la vita con positività e li ho sempre apprezzati sia come musicisti sia come persone, assai disponibili verso i fan. Il membro della band a cui sono più legato? Di certo il fondatore e bassista Steve Harris. La sua professionalità mi ha insegnato ad essere un uomo testardo ma fiero di me stesso”.
Riporta Wikipedia: “Gli Iron Maiden sono considerati una delle colonne portanti dell’heavy metal, genere in cui hanno giocato il ruolo di esponenti di spicco, insieme a band come Judas Priest, Saxon, Def Leppard e Venom, contribuendo alla nascita di alcuni suoi sottogeneri”. Formalismi a parte, il sentimento che Miotto – ha trascorso quasi tutta la vita a Moncalieri, una città a pochi passi dal capoluogo piemontese – nutre nei confronti della sua band del cuore è tutto in queste sue parole: “La loro musica mi aiuta moralmente nei momenti difficili, mi entra nelle vene e mi fa sentire una persona migliore. Non li ho mai lasciati e credo di aver ricevuto molto di più di ciò che ho dato a loro. Sono stati e saranno sempre i miei compagni di viaggio”. Allacciate le cinture e godetevi il viaggio. Up the Irons!

2 pensieri su “Iron Maiden – I miei compagni di viaggio”