Marilyn Manson – Alcatraz, Milano, 11/02/2025

L’attesa è stata ripagata. Dopo sette anni contraddistinti dalle note vicende giudiziarie – “le accuse di violenza domestica sono troppo vecchie e dunque uscite dai termini legali, mentre per quelle di molestie sessuali pensiamo di non essere in grado di ottenere una condanna oltre ogni ragionevole dubbio”, è il commento di Nathan Hochman, procuratore della contea di Los AngelesMarilyn Manson torna in Europa e nel Regno Unito con il suo attesissimo tour. Un’unica data italiana, all’Alcatraz di Milano, che ha visto il Reverendo salire sul palco per presentare il recente One Assassination Under God – Chapter 1. Un album che apre un nuovo capitolo della storia artistica di Brian Hugh Warner, tra industrial e horror-rock. Dopo l’annuncio del tour nel Vecchio Continente sono bastate 24 ore per fare il sold-out.

Visibilmente dimagrito (lo stesso artista evidenzia i quattro anni di sobrietà dall’alcol), il 56enne Manson è apparso puntuale sul palco (ore 21:00 spaccate), concentrato a dare il meglio di sé davanti al pubblico che lo ha atteso sotto la pioggia fin dal primo pomeriggio. La scenografia di questo tour? Nessuna Bibbia, né fiamme oppure accessori blasfemi. Il passato (non ritorna) e il Reverendo – un uomo tutt’altro che sciocco – lo sa bene. Spazio così a qualche croce rovesciata ma anche a luci verdi, rosse e blu. Il suo (sobrio) look in total black – senza alcun cambio d’abito ma solo dei copricapo così amati – è l’ulteriore conferma che l’ex Antichrist Superstar guarda esclusivamente avanti.

Giovani e non hanno cantato a squarciagola sulle note dei brani dell’ultimo disco in studio, pubblicato da Nucler Blast. Supportato dalla nuova formazione che affianca a Tyler Bates – musicista e produttore dell’ultimo lavoro in studio – e Gil Sharone (The Dillinger Escape Plan) gli ottimi Piggy D. (Rob Zombie) e Reba Meyers (Code Orange), Manson non si è perso in troppo convenevoli, mettendo in pratica i propositi annunciati sul suo profilo Instagram nel giorno dell’uscita di One Assassination Under God – Chapter 1: “Queste canzoni sono state evocate dal purgatorio e sono crude come una fila di denti rotti che ricorda leggermente un sorriso. La mia arte è ciò per cui vivo”. Un’ora e trenta di musica ininterrotta, con la voce del cantante – che ha esordito nel 1994 con Portrait of an American Family – assai migliorata rispetto al suo ultimo approdo sul suolo italico.

Cinque, su tutte, le canzoni che hanno fatto letteralmente impazzire il pubblico: Disposable Teens (introdotta da un “hanno cercato di portarvi via da me, di annientarmi ma mi hanno solo reso più forte”), This Is the New Shit, mOBSCENE, The Dope Show e The Beautiful People. Menzione particolare per il terzultimo brano in scaletta: la stranota cover “synth pop” – ma i generi che abbraccia il Reverendo spaziano dall’alternative metal allo shock rock – Sweet Dreams (Are Made of This) degli Eurytmichs. Manson salta, ammicca e incita i presenti (che non aspettavano altro). Meno trasgressivo e più riflessivo. Bentornato Reverendo.

Setlist:
We Know Where You Fucking Live
Disposable Teens
Angel With the Scabbed Wings
This Is the New Shit
Say10
Deep Six
Tourniquet
mOBSCENE
The Dope Show
As Sick as the Secrets Within
Sweet Dreams (Are Made of This)
The Love Song
The Beautiful People

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