
Autore: Alex Oller
Anno: 2024
Editore: Shatter Edizioni
Pagine: 600
Prezzo: 28,00 €
“L’idea di scrivere un libro che raccontasse le storie di artisti come Alice Cooper e Ozzy Osbourne mi tormentava da diversi anni. Il fascino di questi personaggi così controversi mi ha spinto ad approfondire le loro peripezie proprio perché, avvicinandosi alla loro musica, si finisce sempre per scavare anche tra gli aspetti più oscuri delle loro vite. Con loro non ci si ferma mai alla musica in sé, chiunque ascolti rock e metal sa di Ozzy e della storia del pipistrello morso nel 1982, di Nikki Sixx dei Mötley Crüe clinicamente morto per overdose per un paio di minuti e delle controversie del black metal norvegese”. Inizia così la nostra chiacchierata con Alex Oller, che firma il corposo (e approfondito) saggio Votati all’Inferno – Viaggio tra i protagonisti dello Shock Rock.
Dai primi vagiti del rock ‘n’ roll al punk al glam rock, dall’heavy metal all’hard rock fino alle forme più estreme come il black o quelle più mainstream come l’industrial, le esibizioni degli artisti etichettati come “Shock Rock” hanno messo in scena spettacoli capaci di scuotere il pubblico. “È un concetto che nasce da tematiche destabilizzanti, dall’utilizzo di un make-up macabro o dall’irruenza di uno show. Ho capito che gli artisti che desideravo approfondire erano veramente tanti e quindi mi sono messo al lavoro”, prosegue l’autore (genovese, classe 1977). Che poi precisa: “Le piste che ho seguito sembravano infinite perché lo Shock Rock non è solo questo. Ad esempio, anche lo spirito anarchico del punk è finito per farne parte. Insomma, sono parecchi i sottogeneri che, in qualche modo, si collegano ad esso”.
Un volume, Votati all’Inferno, di cui Oller ha cominciato ad abbozzare i primi capitoli alla fine del 2022 e finito di lavorarci a settembre 2023 (“con qualche correzione e aggiunta poco prima della pubblicazione in fase di rilettura”). In merito alla ricerca bibliografica, l’autore – che milita come batterista in diversi progetti musicali, principalmente legati al punk – non cela le (inevitabili) difficoltà incontrate. “Ho dovuto consultare diversi libri. Per fortuna di molti artisti, come i già citati Alice Cooper e Ozzy Osbourne – ma anche Marilyn Manson – abbiamo fonti dirette con biografie scritte oppure approvate da loro. Per tanti altri, invece, ho dovuto accontentarmi di qualche trafiletto in volumi che trattavano la musica rock più in generale, spesso recuperando pubblicazioni contemporanee agli artisti di cui parlano”.
Incalza Oller: “Fonti bibliografiche a parte, nel corso del lavoro mi è stato molto utile consultare l’archivio online di diverse riviste e delle webzine a tema, nonché il poter parlare con i miei amici. Diverse dritte, infatti, mi sono state date proprio da loro che hanno svolto delle ricerche, consigliandomi sull’inserire alcuni artisti nel libro e fornendomi anche del materiale che ho citato nella bibliografia”. Quindi l’autore di Votati all’Inferno torna al concetto di “Shock Rock”, di cui tratteggia le (possibili) origini.
“Mi viene in mente, per esempio la reunion dei Kiss, la band che ha portato le esibizioni piene di make-up e effetti scenici a entrare prepotentemente nel mercato. Basti pensare a tutti i gadget che spaziano dalle cose più assurde fino a quelle di cattivo gusto. Ebbene, dopo anni nel 1996 ricomparvero con il loro trucco e vennero presentati ai Grammy Awards con le parole: ‘We need to shock the people, so let’s shock the people!’ Ci sono poi i Cramps, che ospiti di Conan O’Brien venivano descritti come ‘vergognosamente privi di responsabilità morale e valori familiari, sono solo uno shock pieno di ironia malata e intrattenimento sporco’. E mi viene da pensare alle liti di Rob Zombie e Marilyn Manson durante il primo Twins of Evil Tour in cui Zombie a Detroit insultò Manson, e poi disse che era Alice Cooper il più grande shock rocker di tutti i tempi. Subito dopo eseguì una cover di School’s Out”.
Ed è proprio quest’ultimo, secondo Oller, il nome più rappresentativo dell’intero movimento. “E ciò dal tempo in cui il suo progetto era ancora una band, sia dal momento in cui ha dato vita alla sua carriera solista. A modo loro quasi tutti quelli venuti dopo Alice Cooper (che si trovano sotto questa definizione) hanno raccolto la sua influenza. Gli W.A.S.P., i White Zombie e ovviamente Rob Zombie come solista, Marilyn Manson, i Frankenstein Drag Queens from Planet 13 e Wednesday 13, i nostrani Death SS e un’infinità di altri artisti sono tutti consapevoli che quello che fanno loro passa da ciò che ha fatto Alice Cooper”.
Sugli italiani Death SS, l’autore puntualizza: “Lo Shock Rock offerto dalla band di Steve Sylvester non solo riesce a raccogliere l’eredità di quanto fatto dai padri del genere, ma è in grado di creare qualcosa che appartiene proprio all’identità del nostro paese, ripescando da vecchie pagine di storia nazionale che furono così scomode da creare indignazione alle istituzioni”. Nel loro caso, prosegue, “l’aspetto affascinante e che ho voluto sottolineare in Votati all’Inferno è che i Death SS sono riusciti a catturare il lato oscuro dell’Italia e a farlo proprio, andando oltre al semplice aspetto musicale ed entrando in qualcosa di più profondo”. E in merito alla scena internazionale più recente? “Premesso che tra i nomi moderni c’è più coscienza di quello che si vuole fare, devo riconoscere che i vari Lordi e Ghost sanno dove andare a parare per quanto riguarda le scenografie e i costumi”, conclude Oller.
