Can’t Find the Brakes e ce ne siamo accorti!… La band di Los Angeles è letteralmente senza freni e travolge l’intero pubblico milanese a colpi di riff di chitarra e con una sessione ritmica di basso e batteria solida e potente.
Partono così i Dirty Honey, alle 21:00 spaccate introdotti dalle note di Rock ‘n’ Roll Damnation degli AC/DC, giusto per ricordare a tutti quanti che sarà una serata all’insegna del buon sano Rock ‘n’ roll!… D’altronde il quartetto statunitense non è nuovo a questo ambiente, ricordiamo che in precedenza hanno supportato band con Guns N’ Roses e Black Crowes.
Marc LaBelle coinvolge fin da subito tutti i presenti, allungando spesso l’asta del microfono verso il pubblico, i quali rispondono prontamente con i cori senza lasciarsi scappare nemmeno una singola parola delle loro canzoni.
I riferimenti all’Hard Rock degli anni ’70 non li troviamo solo nelle sonorità della band ma anche nel loro look: occhiali da sole, pantaloni aderenti, giacca aperta sul petto per il chitarrista John Notto, ricci impazziti per il bassista Justin Smolian, smanicata per il batterista Jaydon Bean e l’ormai iconico cappello di Marc LaBelle.
Marc non nasconde il suo debole per l’Italia e confessa che ha vissuto a Firenze in passato e che, quando non è occupato dai tour della band, torna spesso a visitare e a rilassarsi nel nostro paese.
Passata la prima metà del live, dopo un paio di ballad ed una cover acustica di Honky Tonk Women degli Stones, i Dirty Honey ripartono col botto e Marc LaBelle non perde l’occasione di farsi un bagno di folla cantando in mezzo al pubblico proprio in fronte al palco, dove John Notto risponde prontamente con i suoi continui assoli di chitarra, per poi tornare sul palco per concludere l’ultima parte del live.
Ci lasciano così i Dirty Honey, piacevolmente sconvolti, divertiti e con la sicurezza di rivederli quanto prima nuovamente sui palchi italiani.
Setlist:
Can’t Find the Brakes
California Dreamin’
Heartbreaker
Get a Little High
Scars
Dirty Mind
Tied Up
Coming Home (Ballad of the Shire)
Honky Tonk Women (cover The Rolling Stones)
Don’t Put Out the Fire
Roam
The Wire
Another Last Time
When I’m Gone
Encore:
You Make It All Right
Won’t Take Me Alive
Rolling 7s



DH GRANDISSIMI e una conferma, ve l’aspettavamo. Ma non ci aspettavamo il gruppo di apertura, i Pillheads, che mi hanno fatto cambiare idea sulla lingua italiana nel rock… GRANDIOSI!!!!!!!!
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