Green Lung – This Heathen Land

Anno: 2023
Etichetta: Nuclear Blast Records
Voto: 8/10

Classificazione: 4 su 5.

Tornano con il loro terzo full-lenght in studio i Green Lung, giovane band inglese dedita a sonorità piuttosto old school che pescano dal progressive alle atmosfere folk/psichedeliche degli anni settanta con un tocco di Black Sabbath e dei primi Ghost. Un disco questo The Heathen Land che ha già ricevuto innumerevoli encomi con diverse testate e recensori che lo hanno addirittura inserito nelle loro classifiche dei migliori album dell’anno. Questa attenzione ci ha decisamente incuriosito tanto da voler approfondire il suddetto lavoro uscito poco più di un mese fa e che ci ha messo davvero poco per convincerci sulla sua bontà e sulle le sue idee vincenti.

This Heathen Land è un viaggio mistico, pregno di testi occulti e atmosfere fiabesche per una band che come abbiamo accennato non vuole di certo nascondere le proprie influenze musicali tra cui spiccano prepotentemente i Black Sabbath con le loro sonorità heavy/doom, senza dimenticarci di band come Jethro Tull e Uriah Heep con un pizzico di Ghost. Gli amanti dell’organo Hammond adoreranno gli innumerevoli assoli presenti su disco così come quelli di chitarra, per una sezione strumentale che davvero risulta essere uno dei fiori all’occhiello di questo platter. Dopo un breve preludio, il platter si apre con The Forest Church che risulta irresistibile nel suo fondere un’anima heavy metal settantiana con un ritornello davvero catchy in stile Ghost, mentre il brano Maxine trovo che sia davvero il picco assoluto di questo album- esso risulta essere infatti l’ennesimo pezzo assolutamente brillante e frizzante, un misto di meraviglia e folklore che a conti fatti è un piccolo gioiello nell’economia di questo lavoro – Mountain Throne ci regala un sound più roccioso e tipicamente heavy metal mentre One For Sorrow si apre con un riff di matrice doom con delle campane in sottofondo che non possono non richiamare i Black Sabbath. Seguono assoli di chitarra melodici e vocals misteriose ed evocative che dipingono uno scenario plumbeo ma affascinante prima che una scarica di riff lenti ma pesanti come macigni contrapposti ad un velluto di tastiere ci portino verso la fine del pezzo. Song Of Stones è un pezzo chiave del disco e molto particolare in quanto totalmente acustico che però nelle sue partiture folk è assolutamente in linea con le atmosfere fiabesche e sognanti del resto del disco. Flauti, percussioni , chitarre acustiche e tastiere soffuse ci riportano indietro quasi ad un pezzo dei Led Zeppelin in stile Battle Of Evermore, per uno stacco nel bel mezzo del disco davvero ben riuscito ! Ancient Ways e Hunters In The Sky ci riportano egregiamente verso lidi nuovamente rocciosi e heavy con assoli di hammond dal retrogusto purpleiano mentre il gran finale affidato a Oceans Of Time esplora il lato più progressivo del quintetto londinese con i suoi sette minuti di brano dotato di un build-up atmosferico notevole che sfocia nell’ennesimo pezzo da applausi pieno di pathos, mistero e magia.

In conclusione i Green Lung ci hanno regalato un disco che nei suoi pur brevi quarantadue minuti di musica farà felice tutti gli amanti delle atmosfere e della musica heavy degli anni settanta con band quali Black Sabbath, Uriah Heep e Jethro Tull. I ragazzi non saranno super innovativi a livello di sound ma non c’è dubbio che in questo The Heathen Land siano riusciti ad eccellere da tutti i punti di vista creando canzoni memorabili con assoli ed atmosfere mistiche e colme di meraviglia, il tutto coadiuvati da una produzione che rende giustizia alle sonorità che il five-piece londinese vuole omaggiare, senza che il disco suoni troppo moderno e iper-prodotto ma al contrario con quel tocco old-school che tanto ben si sposa con la loro proposta musicale. Insomma non possiamo che confermare tutto il buono che si è detto su questo disco consigliandolo caldamente specialmente a tutti gli amanti di certe sonorità che vanno dal doom allo stoner all’heavy /folk anni settanta. Buon ascolto!

Tracklist:
1. Prologue
2. The Forest Church
3. Mountain Throne
4. Maxine (Witch Queen)
5. One For The Sorrow
6. Song Of The Stones
7. The Ancient Ways
8. Hunters In The Sky
9. Oceans Of Time

Line-up:
Tom Templar – Voce
Scott Black – Chitarra
Joseph Ghast – Basso
John Wright – Organo
Matt Wiseman- Batteria

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