Spiritbox – The Fear of Fear

Anno: 2023
Etichetta: Rise Records
Voto: 8.5/10

Classificazione: 4 su 5.

Dopo il debutto Eternal Blue del 2021 i Canadesi Spiritbox sono diventati una delle nuove metal band, all’interno del filone del metal moderno, più popolari del globo. La loro ascesa battendo record su record è stata davvero clamorosa, irrefrenabile e assolutamente meritata per una band che dopo aver rilasciato l’EP Rotoscope circa un anno fa, torna sul mercato nuovamente con un EP, intitolato The Fear Of Fear che stavolta offre dei connotati decisamente più ricchi del precedente, con i suoi sei brani per venticinque minuti totali di musica. Il lavoro si presenta in maniera davvero ambiziosa con i suddetti sei pezzi che a detta della band vanno visti come un’unica esperienza musicale e non a caso ognuna delle canzoni è collegata musicalmente alla successiva regalando all’ascoltatore un’esperienza fluida e gratificante per tutto l’andamento di questo mini-platter.

La band di Courtney LaPlante e Mike Stringer fondono in questi sei brani tutta l’essenza e la varietà del sound degli Spiritbox, per chi scrive, uno degli elementi vincenti di questo gruppo, aggiungendo ad esso dei testi meravigliosamente scritti, estremamente intimi, pregni di metafore e simbolismi (appare spesso per esempio il riferimento alla cosiddetta “crimson key”, la chiave porpora a cui si fa riferimento in vari brani dell’EP e che sta ovviamente all’ascoltatore decifrarne il suo significato). Se quindi i testi appaiono spesso criptici e nonostante la loro poesia e bellezza risultano essere un elemento non di immediata comprensione, la musica della band rappresenta invece quell’entità che arriva subito e che riesce ad essere sempre ricca e variegata e spesso incredibilmente pesante ma allo stesso tempo enormemente gratificante. Si passa dagli assalti metalcore di Cellar Door o di Angel Eyes (la prima probabilmente uno dei pezzi heavy e “in your face” più belli e riusciti della discografia della band Canadese che non sfigurerebbe accanto ad una Holy Roller), ad un brano come Jaded, il singolo perfetto per avvicinare un ascoltatore estraneo alla band in quanto fonde le due anime degli Spiritbox perfettamente con scream e voce pulita di Courtney che si amalgamano partorendo un brano che diventerà un futuro classico per il quartetto canadese. Il gruppo è come al solito maestro nel riuscire ad amalgamare riffoni djent, assalti metalcore, breakdown devastanti, assieme ad un uso dell’elettronica da maestri, che intrecciata a quelle sezioni più synthwave del loro sound riesce a trasportare l’ascoltatore attraverso paesaggi musicali meravigliosi, come succede nel primo singolo, la suggestiva The Void, per chi scrive ancora una volta un pezzo classificabile come uno dei brani melodici degli Spiritbox più belli ed emozionanti del loro repertorio. La varietà straordinaria di questo EP risulta ancora più tangibile con l’ultimo pezzo Ultraviolet, forse il singolo brano del repertorio ancora non gigantesco di questa band che si spinge più in là di tutti per quanto riguarda l’uso dell’elettronica, risultando nel suo incipit quasi un pezzo dance-pop che prende vita in maniera sontuosa anche grazie alla straordinaria voce di Courtney LaPlante, davvero una delle vocalist più talentuose del panorama metal attuale- calda e avvolgente nel suo cantato in pulito e assolutamente devastante nel suo scream. Tuttavia va detto che la band nel suo insieme continua a fare passi avanti sia dal punto di vista della ritmica, sempre più solida e interessante e sia per quanto riguarda i riff di chitarra di Mike Stringer, geniale mente compositiva di questo progetto assieme a Courtney. Abbiamo anche apprezzato parecchio in questo disco le inserzioni più sinistre e cupe del loro sound come accade nel ritornello un pò atipico di Cellar Door che si trasforma dall’essere un pezzo metalcore assolutamente terremotante e violento ad un’entità musicale dall’andamento più lento, viscido e sinistro, regalandoci delle atmosfere plumbee quasi da film horror che onestamente nella loro musica non si erano mai palesate fino a questo punto. C’è anche la peculiarità di un brano come Too Close/Too Late, particolare anche questo nella sua costruzione e che anche stavolta non riusciamo ad associare a nessun’altro brano della discografia del gruppo Canadese, con un escalation nel sound verso la fine del brano davvero interessante che porta ad una sezione chitarristica dal suono molto riverberato ed estremamente etereo davvero di gran impatto, anche se complessivamente questo brano è probabilmente quello che abbiamo apprezzato di meno del lotto.

In conclusione con questo nuovo EP The Fear Of Fear gli Spiritbox si confermano come una delle band più ispirate e talentuose del panorama metal moderno di oggi, regalandoci altri venticinque minuti di musica che racchiudono benissimo le molteplici anime sonore della band e ci donano al contempo dei nuovi futuri classici da presentare live ai fan. A proposito, ad inizio febbraio la band suonerà proprio all’Alcatraz di Milano assieme agli Architects per un concerto assolutamente da non perdere per gli amanti di certe sonorità! Noi di Universo Rock & Metal ci saremo, pronti a raccontarvi la serata!

Tracklist:
1. Cellar Door
2. Jaded
3. Too Close/ Too Late
4. Angel Eyes
5. The Void
6. Ultraviolet

Line-up:
Courtney LaPlante – Voce
Mike Stringer – Chitarra
Josh Gilbert – Basso
Zev Rosenberg – Batteria

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