
Autore: Epìsch Porzioni
Anno: 2023
Editore: Il Castello
Pagine: 496
Prezzo: 19,50 €
Che cos’hanno in comune Nikki Sixx dei Mötley Crüe, Frank Sinatra, Morrissey e Judas Priest? E ancora, Stevie Wonder, Chester Bennington, Avicii e Chris Cornell? Certo, sono tutti cantanti, band o dj di grande rango. Ma se a questo (non esaustivo) elenco aggiungessimo anche l’attore (e premio Oscar) Morgan Freeman e il serial killer Ted Bundy? Non sentitevi spiazzati, troverete ogni risposta – “e tanto altro”, come recita la quarta di copertina – nel volume Music Paranoia, scritto da Epìsch Porzioni e pubblicato da Il Castello (collana Chinaski). “Misteri, leggende e cospirazioni dal mondo delle sette note”, questo il sottotitolo del libro (brossurato con alette, 496 pagine, 19.50 euro) che “nasce a ridosso della pandemia di Covid-19“, spiega l’autore. “Quando ho visto il complottismo arrivare e non è stato bello. Così ho assillato l’editore per poter scrivere un mattone che raccontasse come certe idee arrivino sulla bocca di tutti e perché c’entra la musica“.
Un volume scritto di getto? Vero, ma non del tutto. “Dietro ci sono anni e anni di appunti raccolti e messi da parte durante la lavorazione dei miei altri volumi. Ho speso tanto tempo sia per cercare tutte le storie, sia per andare alle origini di esse. E altrettanto per le verifiche. Mentre scrivevo mi immaginavo su uno spiedo, rosolato a morte dalle critiche“, ironizza Porzioni (tra le cui numerose pubblicazioni rientrano Kurt Cobain. Dossier. Indagine su un suicidio sospetto e Kiss & Lick). Ammettendo ancora: “All’inizio lo facevo per ridere, tipo: come diavolo si fa a credere a certe assurdità? Ma dopo l’assalto a Capitol Hill ho realizzato che forse c’era una storia che meritava di essere raccontata“. Il risultato è Music Paranoia, un libro tutto da leggere, fitto di racconti legati a leggende, segreti e cospirazioni.
Dall’inspiegabile episodio che ha coinvolto Bob Dylan (“Il 29 luglio del 1966, vicino alla sua casa di Woodstock, ha un incidente con la moto, apparentemente grave. Dylan racconterà che si era rotto qualche vertebra all’impatto ma stranamente non si reca in ospedale. L’incidente di moto di Bob Dylan è il più grande mistero della sua carriera. Ancora oggi, a distanza di più di mezzo secolo, non sappiamo cosa sia successo“, riporta il testo) alla famigerata teoria per cui Paul McCartney sarebbe stato sostituito da un sosia a seguito del suo decesso (“Secondo un’altra versione l’incidente sarebbe avvenuto il 9 novembre del 1966, dopo che Paul si è allontanato dai suoi compagni dopo una violenta lite. L’auto sbanda e Paul viene addirittura decapitato dall’impatto. A quel punto ai Beatles rimasti non resta che indire in segreto un concorso per trovare un sosia, con l’aiuto dei servizi segreti dell’MI5, che temevano che il Regno Unito si destabilizzasse se i Beatles avessero cessato di esistere“).
E ancora, dal presunto omicidio del leader dei Nirvana (“ad allungare la lista di chi sa cosa sia successo per davvero a Kurt Cobain ci pensa il collettivo di hacker più famoso al mondo, Anonymous, che nel 2020 ha messo online un video in cui dichiarano di avere le prove per dimostrare che non solo Cobain è stato assassinato, ma che la sua morte è collegata con quelle di Chris Cornell dei Soundgarden, di Chester Bennington dei Linkin Park e di Avicii“) all’affiliazione di Britney Spears con la CIA, l’organizzazione centrale d’informazioni politico-militari degli Stati Uniti creata nel 1947 (“prendete il famigerato matrimonio a Las Vegas del 2004. Secondo questa teoria sarebbe stata tutta una montatura per coprire il processo a Scooter Libby, una persona molto vicina a Bush, sotto accusa per aver fatto saltare la copertura di un’agente della CIA, Valerie Plame“), passando per riti satanici, massonerie e la società segreta degli Illuminati (istituita a Ingolstadt, Germania, nel 1776 da Johann Adam Weishaupt).
Questo – e tanto altro – è stato raccolto in modo certosino da Porzioni, che insieme a Federico Traversa conduce sulle frequenze di radiopopolare.it il fortunato programma Rock is Dead, dedicato alle morti misteriose dei volti conosciuti e meno noti della “seconda arte”, da cui è tratto l’omonimo volume. Lo stesso autore (che, come riporta la sua bio, “chiede al mondo di essere amato, ma da distante“) ammette che Music Paranoia – il testo si divide in tre parti: dagli anni ‘60 ai primi ’90; l’avvento di internet; la diffusione dei social network e il ruolo di associazioni libere di attivisti e hacktivisti – “rappresenta il fratello pazzo di Rock is Dead. In quel libro si cercava di fare chiarezza sulle morti della storia della musica. In quest’ultimo, invece, c’è un caleidoscopio di assurdità come non si sono mai viste, alle quali per svariate ragioni abbiamo creduto un po’ tutti e un po’ troppo“.
Un volume in cui l’autore ha analizzato oltre cinquanta vicende di grandi musicisti – “se c’è ne sono alcune, in particolare, che mi hanno colpito? Beh, direi quella del cantante e chitarrista dei Blink 182, Tom DeLonge, coinvolto nello scandalo delle email di Hillary Clinton per una faccenda di Ufo. Ma anche quella di Billy Corgan degli Smashing Pumpkins, che afferma di aver dormito con un rettiliano, mi ha fatto cadere le braccia e rotolare dalle risate” – rimarcando un (invisibile) filo conduttore che lega le teorie complottiste alle leggende metropolitane, alla politica, alla società e a internet. Tutti racconti, quelli presenti in Music Paranoia, inframezzati da uno spaccato storico, politico e sociologico “vincolante” per comprendere e contestualizzare al meglio tali fenomeni.
Cinquanta casi, dicevamo. Ma ci sarebbe ancora tanto da scrivere. “È rimasto fuori materiale per un altro libro, altrettanto corposo e folle – riprende Porzioni –, la speranza è che Music Paranoia venda tanto da convincere la casa editrice a pubblicarlo. Delle storie che ho dovuto lasciare fuori mi viene in mente quella di Lady Gaga che è stata accusata, senza alcuna prova, di ogni sorta di nefandezze, omicidi, sacrifici umani e chi più ne ha più ne metta“. Fermo restando che, come la storia insegna, anche l’Italia fa ampiamente la sua parte. In questo senso, il comunicato stampa della casa editrice parla di “classici intramontabili“. Un caso su tutti: Pippo Franco che sarebbe stato ucciso e sostituito da “Salatino Fulvio Franco, che di lavoro fa il contrabbandiere ma che ha sempre sognato le luci della ribalta“, si legge nel volume. Ma almeno una cosa viene chiarita senza ombra di dubbio: il già nominato Billy Corgan non è il bambino protagonista della serie tv Super Vicki.
“Dobbiamo dircelo chiaramente: questo rischio c’è”. Citando un ex premier, Music Paranoia non corre il pericolo di essere etichettato come un libro di semplici immaginazioni? Pronta la replica di Porzioni: “In un certo senso lo è. Sono tutte (o quasi) fantasie. Il problema però è quando vengono usate per aizzare le masse. E le responsabilità di chi le diffonde. Io volevo semplicemente integrare la narrazione sui complotti con il lato musicale che, secondo me, è fondamentale. Tra le pagine i lettori troveranno anche le possibili ragioni del caos che impera al momento, dalla setta digitale QAnon alle teorie più balzane. Spero che si divertiranno”.
