Intervista ad Andrea “Andy” Martongelli

Chitarrista, compositore, producer e titolare del corso di Chitarra moderna Essential Rock-Metal Guitar Method / Modern Music Institute MMI, Andy Martongelli appartiene alla scena musicale Hard Rock / Heavy Metal dal 1999, quando la band Arthemis inizia la propria carriera. Il suo processo creativo ed approccio tecnico verso la chitarra elettrica e verso tutta la musica in generale sono in continua evoluzione, nel corso degli anni, rendendo il suo stile chitarristico molto personale e riconoscibile.

Come hai iniziato a suonare e quali sono state le tue principali influenze?
Ho iniziato a suonare all’età di 11 anni, dopo aver ricevuto da un amico l’album dei Metallica “Kill em all”, che mi ha aperto gli occhi su un nuovo mondo fatto di Musica veloce, estrema, unica, energica. Da quel momento la Chitarra è diventata un chiodo fisso per me e lo è tutt’ora.

Quest’anno sono 25 anni che esiste il progetto Arthemis, ci racconti un po com’è il raggiungimento di questo traguardo e se avete in mente qualche cosa per festeggiare?
Hai ragione! Gli Arthemis sono sulla scena dal 1994 ma facciamo risalire la nascita della band dal 1999, cioè dal nostro primo debutto discografico “Church of the holy ghost”. Sono quindi 20 anni intensi, avventurosi, pazzi; abbiamo calcato un sacco di palchi, di tutti i tipi, dai festival internazionali a vere e proprie bettole agli esordi della nostra carriera musicale e abbiamo soprattutto un sacco di storie da raccontare hehehe

Stando a Wikipedia, all’inizio ricoprivi anche il ruolo di cantante, come mai la scelta di dedicarti solo alla chitarra?
Ho cantato solamente per un breve periodo di transizione tra un cantante e l’altro (qualche mese) e mi sono subito stufato di star fermo sul palco, essendo abituato a saltare e correre come un pazzo ogni volta. Mi piace fare i backing vocals ma non sono fatto per stare impalato davanti a un microfono… non ci riesco hahaha

È risaputo che sei insegnante per la Modern Music Institute, secondo te quanto è importante la didattica per un musicista e come riesci a gestire le lezioni con i tuoi impegni musicali?
Penso sia molto importante avere una vera e propria guida musicale che ti dia la possibilità di sviluppare il talento che hai dentro o riesca ad individuare aspetti o potenziale che tu, non saresti in grado di vedere, talvolta. Amo insegnare e vedere i miei allievi dell’MMI diventare sempre più bravi, appassionati, esperti giorno dopo giorno, anno dopo anno. Non smettono mai di stupirmi ed assieme alla band, sono la mia vera e propria linfa vitale, che mi permette di crescere, mettermi in gioco ogni volta, non essere pigro ma sempre curioso verso il mondo musicale che mi circonda. Riesco sempre a far convivere insegnamento e tour; non so come faccio ma, ci riesco sempre per fortuna!

Qualche anno fa hai avuto modo di suonare con i Kobra And The Lotus ci racconti la tua esperienza?
È stata sicuramente un’esperienza intensa e divertente. Ci siamo divertiti un sacco in giro per il mondo in tour e sono ancora in contatto con la band; siamo in ottimi rapporti ed è stato bello girare il mondo con i KATL. Abbiamo fatto un sacco di concerti, viaggiando dal Canada alla Svezia, UK, Irlanda, Russia, Germania…infuocando molti palchi e grandi festival.

Sappiamo che sei stato in tour con gli Altitudes & Attitudes di David Ellefson (Megadeth) e Frank Bello (Anthrax), come sei stato contattato per questo progetto e che effetto fa andare in tour con 2 leggende del panorama metal internazionale?
È stato stupendo condividere il palco con due grandi amici come David e Frank e con Slash e tutta la sua super band mettendo a ferro e fuoco l’Europa. Pochi giorni prima del concerto di Slayer, Anthrax, Lamb Of God al Forum di Assago di Milano, ho ricevuto una e-mail da David Ellefson che mi chiedeva se fosse possibile per me essere presente al concerto ed incontrarmi con Frank Bello nel backstage. Non sapevo nulla ma devo dire che è stata una grandissima sorpresa che poi è andata a segno, diventando per me un ricordo indelebile nella mia carriera musicale. Gli stessi David Ellefson e Kiko Loureiro, mi avevano consigliato ai Kobra And The Lotus anni fa.

Hai preso parte all’album da solista di David Ellefson, ci vuoi raccontare qualcosa a riguardo?
Una sera, dopo aver finito 12 ore di lezione, senza aver pranzato, ricevo una mail da David Ellefson e dal suo management, i quali mi chiedono se fossi disposto registrare delle parti di chitarra sul nuovo album “Sleeping Giants”, che vedeva la collaborazione di molti giganti del panorama Rock-Metal mondiale! La mia risposta è stata ovviamente “Hell-yeah” e di seguito ho ricevuto un’altra e-mail dove mi chiedevano di registrare le parti di chitarra immediatamente che avrebbero mandato l’album fase di mix il giorno dopo, quindi ho mangiato un solo biscotto dopo 12 ore senza aver pranzato e ho preso a pugni la chitarra sulla canzone “Hammer ( comes down)” , dove erano presenti sia Mark Tremonti degli Alter Bridge che Chris Poland (ex-Megadeth), Thom Hazaert ed altri super Musicisti da band come Sacred Reich e Flotsam And Jetsam.

Tra i tanti concerti ai quali hai preso parte hai qualche aneddoto divertente da raccontarci?
Uuuh…ce ne sono veramente un sacco…aiuto, non so da dove cominciare, veramente. Ogni concerto, ogni viaggio è un’avventura da film comico, specialmente con gli Arthemis. Sembra sempre di far parte del cast di “Una Notte da Leoni” hahaha da allarmi anti incendio che suonano e alcuni di noi che russano talmente tanto da non svegliarsi con conseguente panico in tutto l’hotel, a bevute epiche o figure di merda con artisti enormi…potrei scrivere un libro hahaha

Cosa ne pensi della musica attuale, c’è qualche band che ti ha colpito in particolare?
Ascolto sempre un sacco di Musica e di tutti i generi; spesso rimango stupito da come il Metal rimanga sempre il genere più sorprendente e innovativo di tutti, perché è sempre entusiasmante, sia nella sua forma più “true”, che quando arriva a contatto con le culture di ogni Paese del mondo, creando delle vere e proprie correnti musicali.

Per i chitarristi che ci leggono, ci puoi raccontare il tuo setup per i concerti?
Certo. Penso che nel setup di ogni Chitarrista, ogni singolo componente sia “fondamentale” per il sound e l’identità Musicale che si vuole avere. Personalmente, ho trovato il mio sound ideale nella combinazione “Ibanez Guitars” (con corde D’Addario NYXL 010-052, pickups EMG 81-85 o 57-66) sempre settate dai miei brothers/Guitar-techs Fabio Gobbi & Michele Migi, amplificatori Laney, effetti Zoom , pedaliere preparate da CustomWorks e cablate con cavi Planet Waves per avere un sound più solido e senza rumori di fondo. Tutto questo mi fa essere me stesso musicalmente al 100% e mi da sicurezza, mi fa esprimere al meglio. Non si smette mai di sperimentare e rendere il proprio suono sempre più potente…non c’è limite al wall-of-sound!

Come vedi la scena rock metal underground in Italia, secondo te c’è un modo per dare spazio alle giovani band?
Il modo c’è eccome. Abbiamo delle band incredibili con forte identità musicale e talento da vendere. Tutto ciò deve essere supportato da capacità di adattamento e grande forza di volontà, dedizione, impegno e non solo con lo strumento, ma anche nel creare una vera e propria rete di contatti; un team speciale che ha un solo ed unico obbiettivo che è quello di fare l’impossibile per diffondere la Musica della vostra band. Bisogna essere testardi e portare avanti la propria missione e solo in pochi hanno questa determinazione.

Ti va di fare un saluto ai lettori di URM e magari regalare qualche consiglio per i musicisti in lettura?
Ciao a tutti e grazie mille per aver letto quest’intervista! Divertitevi al massimo e non abbiate paura di far vedere che vi divertite…non c’è nulla di meglio dell’essere fieri della propria Musica, scritta perché piace a “voi” prima di tutto. Non esistono vere e proprie strategie per scrivere della Musica vera e che rimanga nel tempo, la chiave è sempre il mix di passione e determinazione, voglia di spaccare sul palco!
Stay Metal!

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