Oggi abbiamo il piacere di ospitare su URM: Marco Sfogli, un virtuoso della chitarra. Sangue napoletano, dal 2014 è membro stabile della Premiata Forneria Marconi, oltre a poter vantare un curriculum dove spiccano collaborazioni e concerti a livello internazionale.

Come ti sei approcciato alla chitarra e quali sono state le tue influenze maggiori?
Provengo da una famiglia di musicisti, sia mio padre che mia madre sono due componenti storici della Nuova Compagnia di Canto Popolare e quindi in casa gli strumenti a corda non sono mai mancati. Tutto è cominciato per gioco e pian piano mi sono appassionato alla chitarra per cui dopo aver finito il liceo ho deciso che quella sarebbe stata la mia strada. Le mie influenze sono state quelle dell’adolescente che ascoltava rock e pop internazionale negli anni ’80 per cui Michael Jackson, Europe, Police e quant’altro!
Da qualche anno sei membro della Premiata Forneria Marconi, come ti trovi a far parte di una band storica?
Direi molto bene, sono stato accolto con grande entusiasmo sia dalla band che dai fan ed è stato un passo importante nella mia carriera di musicista. Suonare con la PFM mi ha permesso di farmi conoscere paradossalmente meglio in Italia e di imparare tanto dal punto di vista dello show business. Inoltre si suona tanto e costantemente materiale piuttosto complesso dal punto di vista tecnico per cui è un allenamento giornaliero.
Con Virgil Donati hai fondato il progetto Icefish, ci racconti come è nato questo progetto?
Ho lavorato con Virgil alla realizzazione del suo disco intitolato “In This Life” e l’idea di fondare una band assieme è arrivata subito dopo l’uscita di questo album. Ci siamo trovati in sintonia ed il passo è stato quasi naturale. Con Alex poi ci conosciamo da una vita ed abbiamo suonato assieme praticamente in quasi tutti i progetti cui ho fatto parte, c’è una grande amicizia e intesa musicale tra noi. Andrea è stata la ciliegina sulla torta, lo conoscevo come bassista ma non lo avevo mai sentito cantare prima ed è incredibile come riesce a suonare contemporaneamente linee complicatissime e a cantarci su. Veramente incredibile.
PFM e Icefish sono 2 progetti stilisticamente differenti come ti ci trovi a differenziarti in questi 2 progetti?
Sono due modi di pensare e di suonare completamente diversi, peraltro nella PFM la mia figura è prettamente quella di chitarrista mentre negli Icefish ho il controllo totale insieme agli altri componenti, dalla scrittura dei brani all’organizzazione dei tour, delle prove etc. L’importante credo sia agire in maniera seria e professionale a seconda della circostanza in cui ci si trova.
Durante l’ultimo NAMM è stata presentata la tua seconda Ibanez Signature, ci racconti la nascita di questo nuovo strumento?
È uno strumento molto differente rispetto al modello uscito un paio di anni fa e che di fondo era una RG con delle piccole modifiche dal punto di vista estetico e dei legni utilizzati. Il team Ibanez era al lavoro su questo nuovo prototipo che sarebbe diventato la serie AZ e ricordo che furono molto disponibili a portarmene un esemplare da provare. Da quel momento ho utilizzato quasi esclusivamente quello strumento e sono stati proprio loro a propormi di utilizzare quel prototipo come trampolino di lancio per un eventuale secondo modello signature. E così è stato, la MSM100 è stata presentata al NAMM di quest’anno riscuotendo grandi consensi. Ne sono molto soddisfatto, è una chitarra molto semplice per caratteristiche ma che restituisce una immediatezza di suono che è perfetta per qualsiasi genere musicale.
Per gli appassionati di gear, ci puoi descrivere il tuo set-up durante i tour?
Assolutamente, di base utilizzo amplificatori Mezzabarba che è una azienda italiana che fa macchine strepitose, non credo di avere avuto un suono così grosso e definito prima d’ora. Poi Pierangelo Mezzabarba è una persona squisita e di gran cuore, sempre pronta ad ascoltare i feedback di noi chitarristi che si sa, siamo dei rompiscatole terribili quando si tratta di suoni! Come effetti dipende molto dalla situazione, ho circa 4 setup diversi a seconda della band e del tipo di concerto. Con la PFM ad esempio sto utilizzando un preamp Mezzabarba collegato ad un finale Mesa 2:90 e cassa Mezzabarba con 4 coni Celestion V30, a terra una Fractal audio FX8 per gli effetti. All’estero invece la Fractal viene sostituita con un piccolo multi effetti della Boss per motivi di trasportabilità. Per i mie live invece uso un paio di testate Mezzabarba Skill in stereo con casse 1×12. Con gli Icefish invece non avendo backline e dovendo viaggiare spesso leggeri solitamente vado totalmente in digitale usando una Fractal FX8 ed un sistema in-ear.
Da anni collabori con brand italiani di amplificatori, secondo te in questo periodo il made in Italy è diventato una buona alternativa ai top brands stranieri?
Io direi proprio di sì e aggiungerei che più che una alternativa si sta creando un vero e proprio stile italiano così come per le auto e la moda. Dopo averli provati un po’ tutti posso tranquillamente dire che non abbiamo nulla da invidiare a marchi stranieri, e di questo se ne stanno accorgendo anche oltreoceano visto l’aumento di richiesta di prodotti italiani da parte dei distributori.
Tra le collaborazioni più importanti che hai preso parte sicuramente bisogna citare il tuo lavoro con James Labrie (Dream Theater) come è nata questa collaborazione?
Stavo lavorando al primo disco solista di Alex Argento, erano i primi anni 2000 quindi non esisteva ancora YouTube o Facebook ed arrivare direttamente alle persone non era così facile come può esserlo oggi. Una sera Alex mi raccontò di essere in contatto con Matt Guillory, tastierista del progetto Mullmuzzler e co-autore di tutti i brani. Mi chiese se ero interessato a scambiare quattro chiacchiere con lui e mi passò il suo contatto mail. Ne nacque un amicizia a distanza, cominciammo a scambiarci idee musicali, condividevamo la stessa passione per determinati chitarristi e fu proprio Matt a suggerire il mio nome a James per le registrazioni di Elements of Persuasion. Fui provinato e ottenni il posto nella band.
Negli ultimi anni se si cerca sul web si sentono molti chitarristi che dicono di ispirarsi a Marco Sfogli che effetto ti fa?
Hahaha beh è un grande onore e una gran responsabilità ma io mi sento esattamente come 20 anni fa, un piccolo chitarrista che nutre gran passione per la musica e che guarda ancora i suoi idoli cercando di imitarli e di imparare il più possibile!
Sei spesso in tour anche a livello internazionale hai qualche aneddoto magari divertente da raccontarci?
Ce ne sarebbero diversi, ma ne ricordo uno in particolare. Ero in quartetto con la mia band solista, quindi musica strumentale per chitarra…la band per i 3/4 era composta da me, Alex Argento alle tastiere e Andrea Casali al basso quindi gli attuali Icefish senza Virgil. Stavamo suonando in piazza ed Andrea che di noi 3 è sicuramente il più figo, capelli lunghi biondi, pantaloni di pelle etc…insomma si accorge di qualcosa di strano sul palco. Beh una ragazza dal pubblico gli aveva lanciato un tanga di pizzo, una roba che ad un concerto così non mi sarei mai aspettato. Ci ridemmo su come i matti per giorni!
Cosa ne pensi della scena rock attuale, ci sono band che ti hanno convinto?
Ascolto poca musica attuale a dire il vero per cui sono un po’ impreparato sulle nuove proposte. Quando ho tempo preferisco buttarmi sui dischi con cui sono cresciuto o scoprire band magari della mia adolescenza che non avevo ascoltato prima.
Viste le tue radici Partenopee, cosa ne pensi della scena rock del sud Italia? Secondo te si potrebbe fare qualcosa in più per valorizzare questo genere?
Si può sempre fare di più e poi bisogna dire che al sud c’è gran voglia di suonare, c’è sempre stata a dire il vero. Quello che manca sono le strutture e molto spesso il rispetto per la band che si ospita. Ci si ritrova a suonare per locali, quei pochi che consentono ancora a gruppi rock di esibirsi, e magari ci si vede presentare il conto della cena a fine serata o si rischia di non venire pagati affatto. Si potrebbero per esempio incentivare le band organizzando eventi mirati, contest un po’ come succede nel mondo del pop dando spazio anche a musicisti che hanno passione, ce ne sono veramente tanti e molti super preparati.
Hai in serbo qualche progetto per il futuro?
Sicuramente tutto il 2019 sarà pieno ancora di concerti con la PFM mentre con gli Icefish stiamo lavorando a nuovi brani per un secondo disco quindi cerco di tenermi impegnato quanto più è possibile.
Vuole lasciare un saluto ai nostri lettori e magari qualche consiglio ai chitarristi?
Un consiglio che cerco di dare sempre è di aprire i propri orizzonti musicali, mai fossilizzarsi su un solo genere perché nella vita di un musicista non si sa mai cosa può arrivare. Bisogna essere pronti e preparati, sempre. Un abbraccio a tutti i lettori di Universo Rock & Metal e grazie per questa intervista!
