Sono passati 10 giorni circa dall’inizio di Firenze Rocks, e dico inizio non a caso; ed ancora riecheggiano cori e video di questa splendida kermesse.
L’hanno aperto per l’esattezza, i Mama’s Anthem seguiti da Frank Carter&The Rattlesnakes, per poi chiudere con Wolf Alice e The kills, più o meno promettenti gruppi, che hanno tenuto botta riscaldando l’arena di Visarno per l’arrivo straordinariamente puntuale di Dave Grohl e soci.
Sono le 21,05 e con “Run” si apre un concerto che tolti altri due pezzi del nuovo album, comunque di grande spessore e sempre attuali; ci hanno fatto scatenare condensando 24 anni di rock puro in due ore e mezza fenomenali.
Detto che sono passati diversi giorni dall’evento, i Foo Fighters meritano di essere menzionati anche a distanza temporale, però cercherò di toccare i punti salienti gli apici di una serata ad altissimi dB.
Così dopo l’apertura da nuovo album, intorno alle 21,30 va in scena “The Pretender” in versione da 10 minuti (9,22 per essere precisi); personalmente poteva finire lì per la grandezza, il ritmo di tutta la band, ma ovviamente e fortunatamente ancora del meglio doveva arrivare…. nel vero senso della parola.
Mandati a farsi benedire Beatles e Van Halen con una splendida interpretazione di “Imagine” con i versi di “Jump” cantante e batterista si danno il cambio per un “Under pressure” di tutto rispetto, splendido il lavoro di Dave Grohl con Taylor Hawkins, lo guarda come un figlio, semplicemente uno spettacolo nello spettacolo.
Arriva l’imponderabile, senza troppi preamboli; Axl Rose e Slash a suonare, accompagnati dai Foo Fighters, “It’s so easy” solo quella e può bastare così perchè l’emozione e già davvero troppo forte.
Manca ancora più di un’ora, loro non si sono mai fermati, ma mancano ancora troppi capolavori; “Monkey wrench”, “Breakout” e ”Best of you” camminano da sole, Dave comincia a perdere comunque pochi dB, e si chiude con “Everlong” com’è giusto che sia. Sono passati 11 giorni oggi, ma le luci non sono ancora spente.
