Immortal – War Against All

Anno: 2023
Etichetta: Nuclear Blast
Voto: 8.5/10

Classificazione: 4 su 5.

Benvenuti nell’abisso glaciale degli Immortal, un pilastro del black metal estremo. Fondati nella fredda Bergen nel 1990, i norvegesi hanno lasciato un’impronta indelebile nel genere grazie al loro suono oscuro e aggressivo, evocativo di un mondo avvolto in tempeste di neve e avversità glaciali. Le chitarre taglienti e feroci degli Immortal creano un muro di suono che richiama una tormenta di neve senza fine, mentre il growl demoniaco di Abbath aggiungeva un tocco di malevolenza, portando l’aggressività e l’aura tenebrosa delle composizioni a un livello superiore. La batteria, con i suoi incessanti martellamenti e raffiche di blast beat, riecheggia come un’artiglieria infernale che risuona attraverso le distese gelide.
Gli Immortal hanno attraversato diversi cambiamenti di formazione nel corso della loro carriera, ma il nucleo centrale è stato guidato da Abbath Doom Occulta. Differenze artistiche, personali e impegni solisti hanno portato a diverse modifiche. A seguito di un infortunio, Demonaz è passato dalla batteria alla chitarra, mentre Horgh è rimasto come batterista. Nel 2015, Abbath ha lasciato la band, ma Demonaz e Horgh hanno continuato sotto il leggendario nome degli Immortal. Nel 2016, Demonaz è diventato il cantante principale, con Peter Tägtgren degli Hypocrisy come chitarrista solista. Nonostante i cambiamenti, la band ha mantenuto la propria identità sonora e il decimo album in studio, War Against All, ha mantenuto le promesse?

Come in Northern Chaos Gods, si inizia senza molti fronzoli: la traccia principale ha un ritmo incalzante implacabile e dona al sound un caos accuratamente controllato. Si prosegue con rombi oscuri e glaciali, con un’accelerazione leggermente attenuata e alcuni riff in stile thrash metal vecchia scuola che si insinuano nelle particolari strutture melodiche intrecciate da Demonaz. Con Thunders of Darkness, la band non arretra nemmeno di un centimetro, continuando il cammino tra le lande glaciali caratterizzate da ghiaccio e metallo tagliente; forse ancora più feroce e veloce rispetto alla traccia precedente. È un ritmo accelerato a cui gli Immortal ci hanno sempre abituato, ma nonostante l’accordatura identificativa, si sposta con determinazione verso territori speed metal. In Wargod (il secondo singolo estratto) si osservano i primi rallentamenti, mantenendo la stessa dimensione epica e suggestiva che da sempre fa parte dell’arsenale della band. Il suggestivo riff iniziale, sostenuto da una batteria martellante, viene presto raddoppiato da Demonaz, che amplifica il tono graffiante in stile Abbath, creando un brano fortemente radicato nell’old-school, talvolta sfiorando il doom epico. Questo approccio raggiunge l’apice nell’incantevole arpeggio che introduce la seconda parte, ancora più intensa e coinvolgente, senza tralasciare le sensazioni opulente e tenebrose che evocava fin dall’inizio; un nuovo classico!
Con No Sun, gli Immortal ritornano alle sonorità più tradizionali, presentando un riff accattivante e incisivo che cattura immediatamente l’ascoltatore. Demonaz, maestro delle liriche, contribuisce a creare un’atmosfera potente e coinvolgente. Il brano si distingue per la sua melodia avvincente e l’energia penetrante, lasciando un’impronta indelebile nell’ascoltatore.
Acceleriamo il passo e immergiamoci in un altro mid-tempo, Return To Cold; l’intreccio armonico che segue le strofe dona un senso di maestosità al brano, così come la pausa improvvisa che precede il lungo ritornello contribuisce, attraverso il contrasto, ad aumentare l’imponenza di uno dei brani più epici dell’album.
Con i suoi oltre sette minuti, Nordlandihr si distingue come il brano più esteso del loro nuovo album, un’esperienza strumentale che trasporta l’ascoltatore nelle vaste terre norvegesi. Immagina te stesso a bordo di un drakkar, circondato da corvi neri e affrontando tempeste di ghiaccio. Questo brano evocativo è caratterizzato da un superbo lavoro di chitarra che include diversi cambi di tempo, portandoti in un viaggio onirico senza ritorno. Con Immortal, siamo catapultati con violenza nel cuore di un’epica battaglia evocata dalle loro melodie. L’epicità prevale, con potenti riff che colpiscono profondamente e una giusta dose di rallentamenti. Il breve intermezzo strumentale senza voce è un’esplosione di pura furia, un momento che colpisce nel segno. Questo brano è potente, epico e caotico, proprio come gli Immortal stessi, veri immortali della scena black.
Concludiamo l’album con Blashyrkh My Throne, un brano introdotto da un arpeggio glaciale che anticipa un’esperienza melodica di intensità, caratteristica distintiva della band. Questa traccia rappresenta il perfetto epilogo dell’album, offrendo un finale quasi memorabile e suscitando l’interesse dell’ascoltatore.

War Against All dei leggendari Immortal è una potente conferma di ciò che è stato il loro precedente lavoro in studio, Northern Chaos Gods. La band dimostra ancora una volta la loro abilità nel creare un caos controllato e gelido, con tracce che risuonano di potenza e di quell’aura inconfondibile che li contraddistingue. Pur mantenendo le radici del black metal estremo e mostrando fedeltà al loro sound che li ha resi celebri negli anni, gli Immortal aggiungono nuovi elementi e sfumature al loro suono, mantenendo viva l’atmosfera oscura e creando un’esperienza musicale coinvolgente. War Against All è un autentico tributo alla loro eredità musicale, mentre spingono gli ascoltatori verso nuove frontiere della loro oscura carriera discografica. L’album conferma ancora una volta la posizione degli Immortal come pionieri del black metal norvegese e lascia gli ascoltatori in trepidante attesa di esplorare ulteriori profondità del loro mondo sonoro.

Tracklist:
1. War Against All
2. Thunders Of Darkness
3. War God
4. No Sun
5. Return To Cold
6. Nordlandhir
7. Immortal
8. Blashyrkh My Throne

Line-Up:
Demonaz – voce, chitarra
Horgh – Batteria

4 pensieri su “Immortal – War Against All

  1. Il mitico puma di Lucca, sono anni che ti leggo in diverse webzine, di cui una era anche tua, grande passione la tua, da poco ho scoperto che scrivi per questa webzine e leggendoti noto che sei anche di molto migliorato, soprattutto nei contenuti… Bella recensione!

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    1. Grazie Infernalover, i commenti positivi sono sempre apprezzati, così anche quelli negativi se costruttivi e fatti con cognizione e rispetto per chi scrive e per la testata stessa

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