Stonewood – Space Goat

Space Goat è la storia di un’allucinazione, una fata morgana, un viaggio estatico e desertico in solitaria dove la “ground wave” è ipoteticamente rappresentata dalle dune e simboleggia la continua e incessante ricerca di sé stessi che molte volte è vana.

L’idea di realizzare un disco di inediti è sempre stata presente nel gruppo fin dagli inizi 2014. La band, consapevole però della mancanza di una vera identità musicale sia nello stile che nelle sonorità, decise comunque nel 2014 di registrare un demo con 3 tracce di inediti (Now, Blackout e Space Goat).

Sarà Space Goat a segnare la trasformazione sonora del gruppo diventando un vero e proprio simbolo, immortalato anche dalla copertina del disco. La lavorazione vera e propria del disco avviene tra il 2016 e la fine del 2017, con l’ingresso del nuovo bassista Francesco. Le idee sulla realizzazione dei pezzi diventano più immediate e definite abbracciando sempre di più il sound stoner rock, senza tralasciare le radici 90’s piantate sul suolo di Seattle. Mentre la composizione e i riff diventano più duri e aggressivi, le canzoni ricevono i primi consensi durante i live. Il processo creativo coinvolge tutti i membri della band. Dalla base ritmica di Augusto alla batteria, con le nuove idee portate da Francesco al basso e la chitarra piena di muff ed effetti di Fabio, alle parti della chitarra solista di Carlo fino alle linee vocali portate da Vito.

Verso la metà del 2017 la band è pronta per registrare, previa accurata selezione delle 8 tracce che compongono il debut album. Luca Spisani (già voce dei Johnny Freak) sarà una figura chiave che accompagnerà la band alle fasi finali della lavorazione del disco; sarà lui a curarne magistralmente il mixaggio presso il Kaos Studio di Monticelli (FR). L’editing e il mastering sono invece affidati a Pierangelo Ambroselli ( al Pro Cube Studio di Roma). Per l’artwork della copertina, la band decide di avvalersi delle sapienti mani di Fabio Meschini del Clockwork Picture, già autore del logo della band. Il suo stile colorato e accattivante dà un’impronta decisamente nuova e contemporanea alla copertina del disco.

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